Semplici zone umide? No, sono stagni temporanei mediterranei! Ambiente

Gli stagni temporanei mediterranei, sono un ambiente naturale davvero particolare. Sono zone umide di dimensione relativamente variabile caratterizzate da un’alternanza di fasi di inondazione e periodi di aridità: sono ambienti tipici delle zone a clima mediterraneo.

Infatti spesso le incontri in mezzo alla fitta macchia mediterranea e appaiono come un laghetto, come uno stagno, come una piccola radura o come un deserto in miniatura a seconda della stagione climatica e del periodo dell’anno in cui le trovi.

Sono ecosistemi estremamente ricchi in diversità biologiche: non sono solo aree di riproduzione per anfibi e piccoli animali, ma la più grande peculiarità è la presenza di esclusive comunità vegetali, talvolta molto rare. In pochi metri quadrati si trova una tra le più elevate concentrazioni di biodiversità.

Per tale importanza e per il fatto che sono ecosistemi sempre più minacciati dalle perturbazioni antropiche, gli stagni temporanei mediterranei sono riconosciuti a livello internazionale dalla Convenzione di Ramsar sulle Zone Umide e classificati come “habitat prioritario” dalla Direttiva Habitat 92/43/CEE.

Le specie che hanno destato il mio interesse naturalistico sono ad esempio le criptofite: piante che esauriscono il loro ciclo vegetativo in un breve periodo, quello con le condizioni ambientali loro favorevoli, e poi via, vanno in letargo! Non le trovi più! Possono essere sia piante annuali, terofite, sia piante perenni, geofite. Le une  trascorrono gran parte della restante stagione sotto forma di semi dormienti e le altre sotto forma organi sotterranei, come bulbi, tuberi e rizomi.

Ciò che più incide sulla dinamica delle popolazioni vegetali è il regime idrologico degli stagni temporanei, molto variabile di anno in anno. Tuttavia c’è un altro fattore di disturbo che determina un evidente impatto. Chi ama le zone umide e a chi piace rinfrescarsi, ristorarsi e rotolarsi nel fango, nonché grufolare in ambienti soffici e ricchi di semi e bulbi? Chi è? Naturalmente è lui, il Cinghiale! Il re della macchia mediterranea!

Come anticipato in un precedente articolo, da un punto di vista naturalistico l’impatto degli animali selvatici su un ecosistema produce innumerevoli effetti di diversa natura.

Le attività del Cinghiale sono nelle zone umide molto frequenti e per entità non trascurabili. Per questo motivo, risulta molto interessante intraprendere uno studio per conoscere gli effetti quali-quantitativi dell’ungulato sulla vegetazione degli stagni temporaranei mediterranei.

In collaborazione con l’Ufficio dell’Ambiente della Corsica, abbiamo pensato di proteggere con un transetto una parcella rappresentativa di vegetazione che segua il gradiente topografico dalle bordure al centro dello stagno temporaneo, da confrontare nel tempo con una analoga porzione soggetta invece alle attività di routine degli animali. Il monitoraggio di suolo e vegetazione esclusi dalla presenza del Cinghiale e di un’adiacente zona aperta può nel tempo fornire un riferimento quali-quantitativo delle interazioni che il Cinghiale esercita sulla composizione floristica degli stagni temporanei mediterranei della Corsica.


Per approfondire:


Pietro Bertolotto

Chi infatti ha contemplato una volta con i propri occhi la bellezza della natura non è destinato alla morte, bensì alla natura stessa, di cui ha intravisto le meraviglie. E se ha davvero degli occhi per vedere, costui diverrà inevitabilmente un naturalista.  

Konrad Lorenz

Classe ’92. Dopo gli studi classici mi sono laureato presso l’Università di Pisa prima in Scienze agrarie e poi in Produzioni agroalimentari e gestione degli agroecosistemi.

I miei interessi spaziano dallo studio degli agrosistemi alla tutela dell’Ambiente in relazione alla conservazione della Natura. In particolare, durante il percorso accademico mi sono occupato di analisi faunistico-ambientali in varie aree naturali protette ed ho valutato l’impatto ambientale causato dalla fauna ungulata sia a danno degli agroecosistemi sia a carico degli ecosistemi naturali.

Colgo l’occasione del Blog dei Georgofili  per aprire dibattiti costruttivi su vari argomenti di interesse.

Email: pietro.bertolotto1@gmail.com

Linkedin: https://it.linkedin.com/in/pietrobertolotto

Lascia un commento