Ecco come funziona la valutazione della stabilità delle piante in ambiente urbano Ambiente

Avete presente il detto “prevenire è meglio che curare”? Nella gestione del patrimonio arboreo, sia pubblico che privato, questo detto ricopre un ruolo estremamente importante. La validità di questo detto sta proprio nella prevenzione del rischio di eventuali cedimenti delle piante, evitando danni a cose e/o persone. Gli alberi in città forniscono numerosi benefici e costituiscono un’importante componente del paesaggio urbano. Allo stesso modo in cui producono servizi, però, possono creare problemi non trascurabili, sopratutto se la loro struttura si indebolisce o alcune parti deperiscono in seguito all’insorgenza di fattori esterni. Infatti, la possibile caduta di alberi o rami può gravi creare problemi di sicurezza.

Per lo sviluppo di un albero, l’ambiente urbano non è certo un contesto ideale dato che molti sono i fattori che ne vincolano la crescita. In questo ambito, le piante possono presentare adattamenti peculiari non sempre prevedibili che richiedono gestione ed interventi specifici. Il crescente interesse per il controllo della stabilità delle piante in contesto urbano e l’attenzione per la sicurezza dell’ambiente in cui si trovano, hanno fatto sì che si siano sviluppate ed approfondite analisi diagnostiche di tipo non distruttivo.

I principali obiettivi di tale analisi sono infatti:

  • Valutazione della stabilità arborea;
  • Stima delle relazioni tra i danni sulle piante e i fattori che li causano e che compromettono lo sviluppo arboreo;
  • Individuazione dei più idonei criteri di gestione del patrimonio arboreo cittadino per il suo miglioramento e conservazione.

Semplificando, i fattori di instabilità delle piante sono riconducibili:

  • Al non adatto luogo di impianto;
  • Alla errata scelta della specie;
  • A negligenti cure e manutenzioni.

A causa di questi fattori di instabilità, si verificano determinati effetti negativi (es. carie e marciumi) che riducono la stabilità, che alterano l’integrità delle strutture lignee, traducendosi in schianti, crolli e sradicamenti.

Quindi cosa possiamo fare per evitare questi eventi?

Per evitare il manifestarsi di questi eventi, bisogna effettuare una buona prevenzione. Una buona prevenzione passa dall’applicazione del metodo di valutazione di stabilità degli alberi, dall’inglese Visual Tree Assesment o anche V.T.A

Il metodo V.T.A. è stato messo a punto dal prof. C. Mattheck, dell’Università di Karlshure (Germania) e si basa sull’assunto che i difetti statici interni di un albero sono solitamente collegati a determinati sintomi visibili esternamente. Ad oggi, il metodo V.T.A. è l’unico metodo certificato e riconosciuto in sede legale in molti Stati Europei, tra cui l’Italia.

Il metodo si basa su due fasi di indagine:

  • Analisi visiva: l’albero è sottoposto ad accurata osservazione di ogni sua parte (apparato radicale, colletto, fusto, castello, chioma) per valutarne le condizioni vegetative in relazione al sito di impianto e alla storia dell’albero (potature che ha subito, modificazioni del substrato, etc.)
  • Quando l’analisi visiva non è sufficiente o qualora si voglia un’ispezione più approfondita si ricorre all’analisi strumentale, basata appunto su misurazioni strumentali con apparecchiature specifiche per la valutazione dei tessuti legnosi interni (foto 1, 2 e 3).
Foto 1: resistograph

Foto 1: resistograph

Foto 2: tomografia sonica.

Foto 2: tomografia sonica.

Foto 3: prova di trazione (Pulling Test)

Foto 3: prova di trazione (Pulling Test)

Sulla base dei risultati conseguiti, si può attribuire a ciascun individuo arboreo una classe di propensione al cedimento, come stabilito dalla nuova classificazione definita dalla S.I.A. (Società Italiana di Arboricoltura).

In questi giorni abbiamo assistito a fenomeni di brutto tempo in tutta la nostra penisola (forti piogge e forti venti) ed è capitato spesso di sentire di alberi caduti nelle nostre città. Dunque, spero che questo breve articolo sia di aiuto nell’incrementare la consapevolezza dell’importante lavoro che molti professionisti svolgono nella gestione del verde urbano.


“In natura non ci sono né ricompense né punizioni, ci sono conseguenze” Cit. Robert Green Ingersoll.

 

Dottore agronomo, classe 1993, fin da piccolo coltiva l’interesse per i temi ambientali. Alle scuole superiori ottiene un riconoscimento dal Rotary International di Pistoia – Montecatini – Terme del premio “Serietà e impegno”. Si sta specializzando nella gestione sostenibile dell’agroecosistema presso l’Università degli Studi di Firenze. Ad oggi collabora con una società occupandosi di Strategic Finacial Planning e contributi europei. Negli anni universitari gli è nato l’interesse per il climate change, grazie alla passione trasmessagli dal prof. Ferrini, in particolare lo studio della capacità che ha l’ambiente urbano nell’ adattarsi ai cambiamenti climatici.

Ha conosciuto l’Accademia dei Georgofili durante gli anni universitari. Ha partecipato a numerosi convegni e ritiene l’accademia un fiore all’ occhiello per la divulgazione scientifica, sia a livello nazionale che internazionale.

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