Libertà dalla Scienza in materia di OGM Ricerca

Bene, dall’ 11 marzo 2015 la nuova Direttiva Europea 412/2015 modifica la precedente 18/2001 in materia di organismi geneticamente modificati (OGM).

Con questo strumento l’Europa si è scrollata di dosso il grave peso delle responsabilità scientifiche e, di fatto, cede carta bianca agli Stati membri permettendo loro di vietare le famigerate colture geneticamente modificate sul proprio territorio. Liberi tutti. Ora non serve più attivare la Task force no-ogm per scovare ipotetici pericoli, non serve più foraggiare i vari Gilles-Eric Séralini di turno, non serve più… finalmente!

Carta bianca, quindi, alla grande bellezza delle opinioni:  socio-economiche, di politica agricola, di interesse pubblico, di uso dei suoli, di pianificazione urbana o territoriale, di coesistenza, per ragioni di politica ambientale e chi più ne ha, ne metta!

Ragazzi, era davvero dura trovare anche solo uno studio scientifico serio per dimostrare la concretezza delle millantate paure. Neppure un Consensus Document, neppure una Systematic Review a dimostrare la tanto teorizzata pericolosità, giusto un po’ di firme qua e là. Era una posizione davvero improba a essere mantenuta.

Cosa faceva l’Italia prima di questa direttiva politicamente illuminata? Nulla, se non annegare nel proprio penoso paradosso (vedi immagine), cui almeno adesso si è messo fine, senza troppe ipocrisie pseudo-scientifiche.

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E poi tutte quelle procedure di infrazione attivate dall’Europa nei confronti del nostro Paese poichè reo di non aver mai delineato piani di “coesistenza” e di non aver mai portato alla luce quelle tanto attese e pubblicizzate nuove informazioni sui rischi dell’OGM per la salute umana o per l’ambiente  necessarie alla sussistenza del divieto nazionale di coltivazione dei prodotti già autorizzati a livello europeo, stonavano davvero con la cornice italica.

Ora si può. Si può vietare liberamente.

Rimangono aperti, tuttavia, i soliti interrogativi come ad esempio quello sulle importazioni: perchè importare e non coltivare? Oppure quelli più tecnici: perchè la fusione di protoplasti e la mutagenesi indotta si, e la cisgenesi no? Perchè?

Perchè intanto l’obiettivo ideologico principe, quello da mass media, quello da salotto borghese o populista è stato pienamente raggiunto.

Avanti il prossimo.

 

 

 


Pietro Bertolotto

” Conservation is a state of harmony between men and land”  

 Aldo Leopold, padre dell’Ambientalismo scientifico

Classe ’92. Dopo gli studi classici mi sono laureato in Scienze agrarie presso l’Università di Pisa dove frequento il Corso di Laurea Magistrale Produzioni agroalimentari e gestione degli agroecosistemi.

Attualmente mi occupo di analisi faunistico-ambientali nel Parco Nazionale delle Cinque Terre e in Corsica dove ho intrapreso studi sperimentali volti a valutare l’impatto ambientale arrecato dalle specie ungulate.

Colgo l’occasione del Blog dei Georgofili  per aprire dibattiti costruttivi su temi socialmente controversi, come ad esempio l’uso dell’ingegneria genetica in campo vegetale. Seguirò una linea scientifica e laica.

Potete scrivermi a pieberto92@gmail.com oppure trovarmi qua: https://it.linkedin.com/in/pietrobertolotto

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